La pianura incontra i primi rilievi, mentre il castello e i campanili annunciano il paese da lontano. Sommariva del Bosco, conosciuta come la “porta del Roero”, invita a esplorare un borgo adagiato sul fianco della collina. Tra vie acciottolate, chiese e memorie medievali, la passeggiata segue anche un racconto fiabesco, che accompagna alla scoperta degli angoli più caratteristici del centro.
Il territorio si divide tra pianura e collina, due ambienti vicini ma diversi che danno forma all’identità del paese. Documentata dal 1059, Sommariva ebbe a lungo un ruolo strategico e passò attraverso diverse signorie, dagli Acaja ai Roero e ai Savoia. Nel 1733 il feudo fu ceduto ai Seyssel, ai quali appartengono ancora il castello e il parco antistante.
Il Castello dei Seyssel d’Ax, privato, è un imponente insieme di costruzioni in parte quattrocentesche, con una torre ottagonale più antica. Il suo profilo richiama la funzione di avamposto sabaudo esercitata tra Quattrocento e Cinquecento e resta uno dei riferimenti più riconoscibili dell’abitato.
I campanili di Sommariva raccontano anche una curiosa rivalità. Nel Seicento, confraternite e abitanti dei quattro antichi cantoni gareggiavano per costruire la chiesa più grande e il campanile più alto. Una competizione che contribuì alla presenza di tanti edifici religiosi nel centro del paese.
La passeggiata incontra il Palazzo Municipale, nato da strutture legate al castello e composto da un’ala seicentesca e una ottocentesca. Al suo interno è custodito lo stendardo cittadino del XV secolo, testimone dei giuramenti di fedeltà pronunciati dai borghigiani al succedersi dei signori. Tratti delle antiche mura sono ancora visibili in diversi punti, anche risalendo l’acciottolata salita Soffietti.
In posizione dominante sorge la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, documentata dal 1370 e oggi caratterizzata da forme barocche. All’interno conserva dipinti di Luigi Morgari. La piccola Chiesa di San Sebastiano offre un’altra occasione per osservare l’architettura barocca del paese.
Nella parte pianeggiante, il Santuario di San Giovanni e della Beata Vergine ricorda la guarigione miracolosa che, secondo la tradizione, avvenne il 6 maggio 1685. L’edificio custodisce un affresco della Madonna col Bambino del tardo Trecento e due grandi dipinti di Pietro Paolo Operti.
Per collegare i luoghi del centro puoi seguire il Sentiero di Fiaba, un percorso di visita ad anello che tocca i punti più caratteristici dell’abitato. Le raffigurazioni della “Bella Addormentata nel Bosco” di Charles Perrault accompagnano il cammino, aggiungendo alla scoperta dei monumenti una dimensione narrativa da condividere anche con i più piccoli.