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Sanfrè
Roero Outdoor Destination

Sanfrè

Scopri il paese tra collina e pianura, dalle architetture del castello e delle chiese alla tradizione del suo dolce quaresimale.

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Tra collina e pianura, ai margini del Roero, Sanfrè invita a una scoperta fatta di architetture, memorie e sapori locali. Il castello degli Isnardi racconta la storia signorile del paese, mentre le chiese conservano tracce delle comunità che lo hanno abitato. Intorno, i boschi e il paesaggio agricolo accompagnano una sosta da inserire nel tuo itinerario attraverso il territorio.

Le prime notizie di Sanfrè risalgono all’XI secolo, quando compare con il nome di Castrum Sifridi o Sigifridi. Inizialmente terra dei De Brayda, divenne poi feudo degli Isnardi, famiglia che ne segnò a lungo la storia e le architetture.
Il riferimento più evidente è il Castello degli Isnardi. La fortificazione originaria risaliva agli inizi del Duecento, ma fu distrutta da un incendio durante l’occupazione spagnola a metà del Cinquecento. La ricostruzione diede forma a un’imponente dimora signorile, con bastioni e un passaggio protetto che la collega alla chiesa parrocchiale. Il castello viene aperto dai proprietari per visite guidate, un’occasione per approfondirne le vicende.

Nel 1630, il castello accolse Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I, che aveva lasciato Torino per sfuggire alla peste. Un episodio che lega Sanfrè alla storia della corte sabauda e racconta il ruolo della residenza anche come luogo di rifugio.

La Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo fu ricostruita agli inizi del Settecento su commissione degli Isnardi, il cui stemma compare sopra il portale d’ingresso. Progettata dall’architetto Francesco Gallo, venne orientata verso Mondovì, sede del vescovado: un dettaglio che racconta il rapporto tra la costruzione e la geografia religiosa dell’epoca.
Altre chiese conservano la memoria delle confraternite. Sant’Agostino, sede dei Battuti Bianchi, era già presente alla fine del Cinquecento e fu ricostruita nel 1871. La Chiesa di San Giovanni, in forme barocche, era invece sede dei Battuti Neri.

Per ritrovare le tracce dell’abitato più antico, il riferimento è la Chiesa della Santissima Trinità, documentata dal 1386. Intorno a questa antica parrocchiale sorgeva il paese prima del suo progressivo trasferimento nella piana. All’esterno, una parte dell’abside romanica conserva la memoria delle precedenti fasi dell’edificio.
La tradizione locale si incontra anche nel fuaset di Sanfrè, dolce quaresimale nato, secondo la memoria del paese, alla fine del Settecento. Preparato con pasta del pane arricchita da zucchero, limone, burro e uova, ha una caratteristica forma a cinque punte mozzate. La ricetta, tramandata tra famiglie e panettieri, porta con sé il valore della semplicità.

A Sanfrè, una visita al castello, una sosta davanti all’abside antica e il racconto del fuaset compongono un incontro con il Roero: un territorio da conoscere attraverso i luoghi e le tradizioni delle sue comunità.

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