A Magliano Alfieri, il paesaggio si osserva dall’alto e si conosce anche entrando in un museo. Il borgo di Magliano Alto, a 328 metri di quota, occupa un belvedere naturale sulla valle del Tanaro e sulle colline di Langa. Il castello barocco, il giardino e i suoi due musei invitano a una scoperta che alterna passeggiate, panorami e incontri con la cultura del territorio.
La storia del paese comincia nel fondovalle, lungo la strada romana che collegava Asti e Alba, vicino a un guado sul Tanaro. I reperti rinvenuti nell’area dell’attuale frazione Sant’Antonio testimoniano quell’antico insediamento. Tra il IX e il X secolo, in un periodo di insicurezza, l’abitato si spostò sulla sommità, sotto la protezione di un castello già citato nel 996.
Nel Duecento il feudo passò agli Alfieri, famiglia astigiana che ne segnò a lungo le vicende. Fu il conte Catalano Alfieri, generale della fanteria sabauda, a far costruire nel Seicento la grandiosa residenza barocca sul luogo della fortezza medievale. Il castello fu anche luogo di soggiorno del giovane Vittorio Alfieri, futuro protagonista della letteratura italiana.
Nelle case contadine, i soffitti in gesso univano utilità e decorazione. Il materiale, disponibile grazie alle cave della zona, permetteva di realizzare solai che aiutavano a trattenere il calore e arricchivano le stanze con motivi ornamentali. Un’eleganza quotidiana nata dalle risorse del territorio.
A questa tradizione è dedicato il Museo dei soffitti in gesso e delle tradizioni popolari, ospitato nel castello. La raccolta presenta 109 motivi decorativi, il più antico datato 1580, insieme a sale che illustrano l’estrazione e la lavorazione del materiale. La visita permette di avvicinarsi alle abitazioni rurali attraverso un dettaglio capace di raccontare tecniche, gusto e vita domestica.
Il “Teatro del paesaggio” propone invece un percorso interattivo e multimediale dedicato alle colline e all’ambiente fluviale di Langhe e Roero. Cinque temi — memoria, colline, fiume, pietra e coscienza — accompagnano la scoperta delle relazioni tra le persone e i luoghi che abitano.
Gli allestimenti invitano a immaginare il Tanaro di inizio Novecento, frequentato da pescatori, traghettatori e lavoratori della canapa, oppure a seguire le trasformazioni di una vigna nel tempo. Il percorso guarda anche al futuro, mostrando come le scelte produttive e costruttive possano cambiare il territorio.
Uscendo dal castello, il giardino e le vedute sulla valle e sulle colline permettono di ritrovare all’aperto i paesaggi appena esplorati nei musei. Magliano Alfieri è anche una tappa della Strada Romantica delle Langhe e del Roero: un’occasione per fermarsi e dedicare tempo al panorama.