Dalla sommità di Govone, lo sguardo si apre sulla valle del Tanaro e sulle colline che collegano Alba e Asti. Il Castello Reale domina il borgo e invita a una scoperta che alterna sale decorate, giardini e passeggiate nel parco. Qui il Roero incontra la storia dei Savoia, in un paesaggio dove i vigneti accompagnano le architetture e le memorie della vita di corte.
Situato a metà strada tra Alba e Asti, Govone era attraversato da importanti vie di comunicazione già in epoca romana. Il paese compare nei documenti nell’861 come “Villa Govoni”, mentre nei secoli successivi la sua storia si lega a diverse famiglie signorili, tra cui i Solaro, che mantennero a lungo il possesso del feudo.
Furono proprio i Solaro a trasformare l’antica fortificazione nel palazzo che oggi caratterizza il borgo, ricostruendolo a partire dal Seicento. Alla morte dell’ultimo conte senza discendenti, nel 1792, il castello passò alla Corona sabauda. Oggi fa parte delle Residenze Sabaude riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Negli anni Venti dell’Ottocento, Carlo Felice e Maria Cristina di Borbone fecero di Govone una delle loro residenze estive predilette. Le sale del castello conservano il racconto di quella stagione: un invito a immaginare la vita di corte tra decorazioni, ricevimenti e giornate trascorse nei giardini.
La visita al Castello Reale permette di osservare dettagli che ne raccontano il gusto e le trasformazioni. Sulla facciata meridionale spiccano decorazioni marmoree provenienti dalla Reggia di Venaria, inserite dai Solaro nel Settecento. All’interno, le carte da parati cinesi e gli affreschi del salone centrale dedicati al mito di Niobe sono tra le testimonianze più significative.
All’esterno, il giardino all’italiana disegna percorsi tra siepi di bosso e vialetti che convergono verso una fontana centrale. Il parco all’inglese, con viali di platani e ippocastani, offre invece spazio per camminare nel verde e soffermarsi sui panorami. L’antica aranciera, conosciuta come “Serra”, ospita incontri e manifestazioni culturali.
Nel borgo, la Chiesa di San Secondo conserva forme romanico-gotiche e un’abside pentagonale, illuminata da cinque monofore con vetrate dedicate ai santi. Al suo interno si trova un organo Collino del 1869, collocato nella tribuna barocca. La vicina Chiesa dello Spirito Santo, riedificata nel 1767, custodisce pitture dei fratelli Pozzo e decorazioni di Giuseppe Morgari.
Il rapporto con i giardini e le stagioni continua negli appuntamenti dedicati alle fioriture, come “Tulipani a corte” e “Regalmente Rosa”, mentre nel periodo natalizio il borgo accoglie le atmosfere del “Magico Paese di Natale”.