Boschi e vigneti accompagnano lo sguardo verso Cisterna d’Asti, borgo di sommità che conclude la dorsale delle Rocche. Il castello e la chiesa parrocchiale ne segnano il profilo, mentre le vie del paese invitano a conoscere una storia fatta di fortificazioni, lavoro artigiano e cultura contadina. Qui la scoperta del Roero incontra anche i sapori di una terra legata alla vite.
Cisterna è l’unico comune della provincia di Asti a far parte geograficamente e geologicamente del Roero. Il suo territorio prevalentemente collinare alterna aree boscate e vigneti, mentre il borgo conserva la posizione strategica di un insediamento un tempo protetto da mura e scarpate naturali.
A dominarlo è il castello medievale, le cui parti più antiche risalgono al XII secolo. La torre quadrata e la torre-porta che protegge l’accesso raccontano la sua funzione difensiva; le trasformazioni tra Cinquecento e Seicento ne hanno poi definito gran parte dell’aspetto attuale. Alla fine del Settecento, il cortile interno venne coperto da volte e trasformato in un ampio salone.
Il nome del paese rimanda a un’opera custodita nel castello: sotto il pavimento del salone centrale si trova una grande cisterna, costruita sulle volte delle cantine sottostanti. Un dettaglio nascosto che lega il nome di Cisterna d’Asti alla storia del suo edificio più rappresentativo.
Oggi il castello ospita il Museo Arti e Mestieri di un Tempo, aperto nel 1980. Le botteghe ricostruite e gli oggetti della cultura materiale piemontese permettono di avvicinarsi alla vita quotidiana dei secoli passati: dal ciabattino al falegname, dal bottaio al tessitore, fino al panettiere e al tipografo. Nelle cantine, attrezzi agricoli ed enologici raccontano il lavoro nei campi e la trasformazione dell’uva.
La visita offre così un’altra chiave per leggere il paesaggio circostante: dietro vigneti, case e prodotti locali ci sono gesti, strumenti e conoscenze tramandati attraverso le generazioni.
Di fronte alla salita al castello sorge la Chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, più volte ricostruita e modificata tra Cinquecento e Settecento. La Chiesa di San Giuseppe, edificata nel 1636, conserva invece un altare barocco in legno scolpito e una pala secentesca che raffigura anche il castello e l’abitato dell’epoca.
Il legame con il territorio continua nella Bottega del Vino, ospitata in un palazzo settecentesco con il caratteristico crotin scavato nell’arenaria. Qui il riferimento è il Cisterna d’Asti DOC, vino rosso da uve croatina. Biscotti di meliga, torta di mele, miele, mostarda d’uva e grappe completano il racconto dei sapori locali.