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Ceresole d'Alba
Roero Outdoor Destination

Ceresole d'Alba

Scopri il Roero delle terre rosse, dove le peschiere raccontano la tradizione agricola e il borgo custodisce arte e memoria.

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Campi, terre rosse e piccoli specchi d’acqua disegnano un volto diverso del Roero. Ceresole d’Alba, il comune più a nord del territorio, invita a scoprire un paesaggio legato all’agricoltura e alla presenza delle peschiere. Tra una sosta nel borgo e uno sguardo alla campagna, la visita incontra sapori locali, testimonianze artistiche e la memoria di una battaglia che segnò la storia del paese.

A caratterizzare il territorio sono i terreni argillosi, capaci di trattenere l’acqua e favorire la realizzazione di laghetti artificiali. Sono le peschiere, chiamate anche “tampe”, parte integrante del paesaggio rurale ceresolese. La loro presenza racconta come la comunità abbia saputo utilizzare le caratteristiche della terra, affiancando alle attività agricole e zootecniche una tradizione di allevamento ittico.
Da questo rapporto tra terra e acqua nasce uno dei sapori più rappresentativi del paese: la tinca ceresolese. Conoscerla significa avvicinarsi a una cultura gastronomica che trova le proprie radici proprio in questi specchi d’acqua e nel lavoro di chi li ha curati nel tempo.

Il 14 aprile 1544, le campagne di Ceresole furono teatro dello scontro tra l’esercito francese di Francesco I e quello imperiale di Carlo V. La battaglia si concluse con la vittoria francese e un pesante costo umano. Oggi il muBATT conserva e racconta la memoria di quell’evento.

Il Museo della Battaglia di Ceresole d’Alba del 1544 occupa gli ambienti riqualificati della vecchia ala del mercato. È una tappa per approfondire le vicende dello scontro e collocare la storia locale nel più ampio confronto tra le potenze europee per il predominio in Italia.
Un altro riferimento del borgo è il castello dei Roero di Ceresole, già esistente quando, nella divisione dei feudi del 1468, venne assegnato a Filippo Roero. L’edificio conserva parti cinquecentesche sul lato nord, mentre quello meridionale fu trasformato in palazzo verso la metà del Seicento: due aspetti che raccontano l’evoluzione della residenza nel corso dei secoli.

Tra i campi della località Novareisa sorge la Chiesa della Madonna del Buontempo, eretta come voto da Percivalle Roero alla metà del Quattrocento, in forme tardo-romaniche. Gli affreschi che ne decoravano l’abside furono rimossi negli anni Novanta per salvarli dal degrado e sono oggi custoditi nella Sala Affreschi del Palazzo Comunale.
Il ciclo, datato 1553 e attribuito a seguaci di Spanzotto e Macrino, comprende immagini della Pietà, della Vergine e di diversi santi. Una testimonianza che permette di ritrovare nel centro del paese una parte del patrimonio nato nella sua campagna.

Ceresole d’Alba invita a osservare il Roero attraverso l’acqua e la terra: le peschiere, il sapore della tinca e le testimonianze del borgo compongono una scoperta in cui paesaggio e storia restano strettamente legati.

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