I portici del centro, le botteghe, le cantine e una collina da raggiungere a piedi per cambiare prospettiva. Canale è un punto d’incontro con il Roero e i suoi sapori, dove una passeggiata tra le vie del borgo può continuare nel verde. Qui il legame con la terra si racconta attraverso il vino, ma anche nella memoria dei pescheti che hanno segnato la vita della comunità.
Il centro storico conserva il disegno della “villanova” fondata dal Comune di Asti nel 1260 per riunire le popolazioni degli insediamenti circostanti. Le vie ortogonali e i portici lungo la via principale rendono ancora riconoscibile questo impianto medievale, da scoprire camminando tra negozi e scorci del paese. Dell’antica cinta fortificata rimane la torre civica duecentesca, sopraelevata nei secoli per ospitare la cella campanaria.
Da sempre luogo di scambi, Canale mantiene un rapporto stretto con la viticoltura. L’Enoteca Regionale del Roero, che ospita anche l’Ufficio Turistico del Roero, è un riferimento per conoscere i produttori e i vini locali: il Roero DOCG, da uve nebbiolo, e il Roero Arneis DOCG, espressione del vitigno bianco profondamente legato a queste colline.
All’inizio del Novecento, quando alcune malattie misero in difficoltà i vigneti, la coltivazione delle pesche aprì una nuova strada all’economia locale. Nacque così “Canale del Pesco”: un mercato giornaliero e una produzione capace di raggiungere anche l’estero. Una memoria agricola che accompagna ancora l’identità del paese.
Tra le architetture del borgo, la Chiesa parrocchiale di San Vittore custodisce una storia di ampliamenti e trasformazioni, con la facciata barocca realizzata nel 1726 e un interno riccamente decorato. Il suo campanile, alto 65 metri e sormontato dalla statua bronzea del Sacro Cuore, fu costruito nel 1932 ed è uno dei simboli di Canale.
All’estremità occidentale del centro storico si incontra la Confraternita di San Bernardino, ricostruita in forme barocche a partire dal 1727. Al suo interno conserva un crocifisso ligneo quattrocentesco con capelli veri e una statua dell’Ecce Homo del 1605, scolpita in legno di ciliegio a grandezza naturale.
Per una pausa all’aria aperta, puoi salire al Santuario di Mombirone, dedicato alla Madonna. Una passeggiata segnalata di circa un chilometro attraversa il piccolo parco botanico e un boschetto di querce, accompagnandoti sulla sommità della collina. Dal santuario, di architettura tardo ottocentesca, lo sguardo si apre sul centro storico e sul territorio circostante: un’occasione per ritrovare dall’alto i luoghi appena esplorati.