Piemontgravel: 5 motivi e segreti perché ha scelto il Roero
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ROD: Buongiorno Tazio, ci racconti cos'è il Piemontgravel, da cosa è nato e qual è la sua filosofia?
TC: Il Piemontgravel nasce dalla voglia di esplorare e far conoscere il Piemonte attraverso la bicicletta, soprattutto percorrendo quelle strade secondarie, sterrate e sentieri che spesso permettono di scoprire gli aspetti più interessanti e meno conosciuti di un territorio. L'idea è stata quella di trasformare questa passione in un evento che permettesse a tante persone di vivere un'esperienza di viaggio e avventura in bicicletta.
Negli anni il Piemontgravel è cresciuto molto, arrivando nell'ultima edizione a coinvolgere più di 700 partecipanti provenienti da oltre 20 Paesi, ma la filosofia è rimasta sostanzialmente la stessa: proporre dei percorsi studiati nel dettaglio, attraversare territori diversi, far divertire i partecipanti e lasciare a ciascuno la libertà di vivere l'esperienza secondo i propri tempi e le proprie capacità.
Credo fermamente che il Piemonte abbia un potenziale enorme per questo tipo di ciclismo, proprio per la varietà dei suoi paesaggi e per la quantità di strade e percorsi che permettono di attraversarlo lontano dal traffico.
ROD: Il Piemontgravel è un evento, una gara o che cosa?
TC: Il Piemontgravel non è una gara. È un evento di gravel e bikepacking in formula self-supported, quindi in autonomia e senza nessuna componente competitiva. I partecipanti possono scegliere tra quattro percorsi di diversa lunghezza, da 111 a 444 chilometri, e decidere liberamente come affrontarli: quando partire, dove fermarsi, quanto pedalare ogni giorno e come organizzare il proprio viaggio. Non ci sono classifiche nè tempi da rispettare. C'è chi affronta il percorso più breve in giornata e chi parte per un'avventura di tre o quattro giorni, magari dormendo nei basecamp che mettiamo a disposizione lungo le tracce.
ROD: Perché avete scelto il Roero per la partenza e perché mi hai detto che questo territorio vi piace per pedalare?
TC: Abbiamo scelto Bra, una delle porte del Roero, innanzitutto per la sua posizione geografica. È un punto di partenza strategico perché permette di raggiungere facilmente le Langhe e, attraverso i percorsi più lunghi, altre aree del Piemonte.
Ma al di là degli aspetti logistici, il Roero è un territorio che ci piace particolarmente per pedalare. Rispetto ad altre zone piemontesi, ha una varietà di paesaggi e terreni davvero interessante.
Personalmente trovo che uno degli aspetti più belli del Roero sia proprio questa alternanza tra ambienti diversi. Non è un territorio monotono e, soprattutto quando ci si allontana dalle strade principali, offre ancora tantissime possibilità di esplorazione. A questo si aggiunge naturalmente tutta la componente enogastronomica e culturale, che per noi è parte integrante del cicloturismo.
ROD: Mi sveli qualche novità della prossima edizione?
TC: La prossima edizione si svolgerà dal 15 al 18 aprile 2027, con partenza e arrivo nuovamente a Bra, e sarà la settima edizione del Piemontgravel. Confermeremo i quattro percorsi da 111, 222, 333 e 444 chilometri, ma stiamo lavorando a diverse modifiche delle tracce per proporre nuove zone da esplorare e rendere l'esperienza ancora più interessante. Una delle novità principali riguarda il potenziamento dei basecamp intermedi, ovvero i punti di appoggio lungo i percorsi dove i partecipanti potranno fermarsi, riposare e trascorrere la notte. Stiamo lavorando per arrivare a cinque strutture distribuite sul territorio.
Le iscrizioni apriranno il 23 ottobre 2026.
ROD: A questo punto, perché dovrei partecipare?
TC: Perché credo sia un bel modo di vivere la bicicletta, diverso dalla classica uscita domenicale e anche da molti eventi ciclistici tradizionali.
Il Piemontgravel ti dà l'occasione di dedicare uno o più giorni semplicemente a pedalare, esplorare posti nuovi e conoscere nuove persone. Non è necessario essere atleti particolarmente allenati, naturalmente scegliendo un percorso adatto alle proprie capacità. Ci sono distanze accessibili a chi vuole mettersi alla prova per la prima volta e altre decisamente impegnative, pensate per chi ha già esperienza di lunghe distanze e bikepacking. E poi c'è l'aspetto umano, che secondo me è uno dei più interessanti.
Si incontrano persone di età, nazionalità ed esperienze molto diverse, accomunate dalla stessa passione. C'è chi parte da solo, chi con gli amici, chi cerca una sfida personale e chi vuole semplicemente godersi il viaggio. Alla fine, quello che ci piacerebbe è che le persone tornassero a casa non soltanto con dei chilometri nelle gambe, ma con la sensazione di aver vissuto una bella avventura e scoperto qualcosa di nuovo, di sè stessi, degli altri o dei territori che hanno attraversato.
Ecco qui il sito di riferimento: www.piemontgravel.it